30.04.2026
L’Unione Europea adotta il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia
L’Unione Europea ha adottato il 20° pacchetto di sanzioni, introducendo ulteriori misure restrittive nei settori dell’energia, finanziario, commerciale e della difesa, tra cui oltre 120 nuove designazioni di persone fisiche e giuridiche. Il pacchetto prende di mira gli operatori del settore petrolifero russo, compresi quelli collegati alla cosiddetta “flotta ombra”, ed estende le designazioni delle navi soggette a restrizioni di accesso ai porti e alla prestazione di servizi. Ulteriori misure riguardano le attività marittime, inclusi obblighi di due diligence per la vendita di petroliere e restrizioni relative alle infrastrutture di gas naturale liquefatto.
Nel settore finanziario, l’UE ha imposto divieti di transazione nei confronti di diverse banche russe e di alcune istituzioni finanziarie non appartenenti all’UE, oltre a nuove restrizioni relative all’utilizzo di cripto-attività in operazioni con un collegamento alla Russia. Il pacchetto estende inoltre i controlli sulle esportazioni e le designazioni che colpiscono entità coinvolte nel complesso militare-industriale russo, incluse società situate in Paesi terzi.
Ulteriori misure includono l’estensione delle restrizioni commerciali e il rafforzamento degli strumenti anti-elusione. In particolare, l’UE ha introdotto restrizioni mirate all’esportazione di determinati beni ad alto rischio verso il Kirghizistan, insieme a controlli più ampi (particolare laddove sussista il rischio di una successiva riesportazione verso la Russia) su:
- determinati macchinari industriali e per la produzione (quali macchine utensili per la lavorazione dei metalli, macchinari pesanti inclusi i trattori e articoli in gomma vulcanizzata);
- beni scientifici e tecnici (inclusi articoli di vetreria da laboratorio, additivi chimici come lubrificanti ad alte prestazioni e determinati materiali energetici);
- apparecchiature tecnologiche e per le comunicazioni (inclusi radio commerciali e componenti elettronici critici).
Il pacchetto introduce inoltre ulteriori divieti di importazione ed esportazione, nonché misure relative alla tutela della proprietà intellettuale e ai servizi di cybersecurity, riflettendo un ulteriore ampliamento del quadro sanzionatorio dell’UE. In particolare, l’UE mira a mitigare i rischi di utilizzo a titolo gratuito o di espropriazione della proprietà intellettuale in Russia, anche attraverso azioni giudiziarie o amministrative locali che incidono sui titolari stranieri dei diritti. Le nuove misure prevedono inoltre una base giuridica per limitare i rapporti commerciali con entità di Paesi terzi coinvolte nell’esecuzione di provvedimenti russi, nonché per colpire società che beneficiano dei provvedimenti straordinari di “gestione temporanea” o dell’espropriazione di beni di proprietà di soggetti dell’UE e dell’utilizzo di proprietà intellettuale di questi ultimi nell’ambito dei regimi contro-sanzionatori russi. Parallelamente, alle imprese dell’UE vengono riconosciuti presupposti più chiari per agire in giudizio dinanzi ai tribunali dell’UE al fine di ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’esecuzione di tali provvedimenti.
La Banca di Russia conferma la propria politica monetaria espansiva
Nel corso della riunione del 24 aprile 2026, la Banca di Russia ha ridotto il tasso di riferimento al 14,5%, dopo i precedenti tagli al 15,0% nel marzo 2026 e al 15,5% nel febbraio 2026.
Si tratta dell’ottava riduzione consecutiva dall’inizio del ciclo di allentamento, avviato nel giugno 2025, quando il tasso di riferimento si attestava al 21%.
Secondo quanto comunicato dalla Banca, l’economia russa si sta gradualmente orientando verso un percorso di crescita più equilibrato, nonostante la costante presenza di pressioni inflazionistiche.
Le future decisioni sui tassi continueranno a dipendere dalle prospettive di inflazione, dalle aspettative di inflazione e dall’andamento della domanda interna. Il Consiglio di Amministrazione della Banca di Russia terrà la prossima riunione sul tasso di riferimento il 19 giugno 2026.
Il Governo russo propone requisiti più stringenti per gli specialisti stranieri altamente qualificati
Il Governo russo ha presentato alla Duma di Stato una bozza di legge che introduce requisiti più stringenti per i lavoratori stranieri e i loro datori di lavoro, con particolare attenzione agli specialisti altamente qualificati (HQS).
La bozza di legge prevede un aumento significativo della soglia minima salariale per la maggior parte degli HQS a 717.000 RUB mensili, con indicizzazione annuale sulla base delle dinamiche salariali. Introduce inoltre un meccanismo di verifica automatizzata dei redditi dei lavoratori stranieri tramite le autorità fiscali.
Nell’ambito del processo legislativo russo, il disegno di legge deve essere approvato in tre letture dalla Duma di Stato prima di poter essere approvato dal Consiglio della Federazione e firmato dal Presidente. Alla data odierna, la proposta di legge ha superato la prima lettura presso la Duma di Stato.
La maggior parte delle modifiche dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2027, mentre le nuove soglie salariali per gli HQS dovrebbero entrare in vigore anticipatamente, a decorrere dal 1° settembre 2026.
La Russia aggiorna le norme sugli investimenti esteri nei settori strategici
L’8 marzo 2026, il Presidente della Federazione Russa ha firmato le modifiche alla Legge federale n. 57-FZ1, rivedendo in modo significativo la disciplina degli investimenti esteri nelle società di importanza strategica. Le modifiche riguardano principalmente settori quali l’utilizzo del sottosuolo e la pesca, ed entreranno in vigore entro 90 giorni dalla pubblicazione (con alcune disposizioni efficaci immediatamente).
Le modifiche ampliano la definizione di investitore estero, includendo entità controllate da un più ampio gruppo di soggetti, ed estendono l’elenco delle attività strategiche per ricomprendere ulteriori operazioni minerarie e alcune attività connesse alla pesca. Sono state inoltre introdotte nuove categorie di entità strategiche, tra cui alcune organizzazioni non commerciali e società titolari di licenze strategiche, anche se non ancora operative.
La riforma rafforza la vigilanza regolatoria, estendendo l’ambito delle operazioni soggette ad autorizzazione preventiva da parte del Governo e introducendo ulteriori obblighi di notifica e trasparenza, inclusa la comunicazione di informazioni sui titolari effettivi e sui soggetti controllanti. Agli investitori esteri già presenti potrebbe inoltre essere richiesto di confermare o ristrutturare le proprie partecipazioni in determinati settori, in particolare nella pesca.
Nel complesso, le modifiche riflettono un ulteriore rafforzamento del controllo statale sugli investimenti esteri nei settori chiave, accompagnato da maggiori requisiti di trasparenza e da un ampliamento dell’ambito di regolamentazione.
La Russia propone l’uso obbligatorio di timbri elettronici per determinate spedizioni di merci
Il Governo russo ha presentato una proposta di legge che introduce l’obbligo di timbratura elettronica con sistemi di navigazione per determinate categorie di merci trasportate su strada e ferrovia attraverso il territorio russo. L’obbligo si applicherà sia alle merci importate sia a quelle in transito, con l’entrata in vigore del nuovo regime prevista a partire dal 1° marzo 2027.
Ai sensi della proposta di legge, le rispettive spedizioni dovranno essere dotate di sigilli elettronici di tracciamento conformi agli standard dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE). L’elenco specifico delle merci, le eventuali esenzioni e i punti designati per l’apposizione dei sigilli saranno definiti da normativa secondaria. Le nuove regole non si applicheranno nei casi in cui le spedizioni siano già tracciate nell’ambito dell’attuale sistema UEE relativo alla timbratura di navigazione.
Dal punto di vista pratico, la principale differenza rispetto al sistema UEE già esistente risiede nell’ambito di applicazione e nella flessibilità regolatoria. Mentre il sistema UEE si applica a un elenco predeterminato di merci ad alto rischio (quali tabacco e alcolici), il meccanismo proposto in Russia consentirebbe alle autorità di estendere i requisiti di tracciamento ad ulteriori categorie di merci a livello nazionale, con un potenziale aumento degli oneri amministrativi e finanziari per gli operatori di mercato.
Legge adottata per facilitare la riforma fiscale per le piccole imprese
Il 27 aprile 2026 è stata emanata la Legge federale n. 104-FZ del 25 aprile 20262, che introduce ampie modifiche al Codice tributario russo. Tali modifiche mirano a sostenere le piccole e medie imprese (PMI) e a facilitare la transizione alle nuove regole fiscali in vigore dal 2026.
Ai sensi della legge, le PMI possono aggregare i ricavi derivanti da più attività agevolate per raggiungere la soglia del 70% dei ricavi principali richiesta per applicare aliquote ridotte dei contributi sociali. Le imprese manifatturiere possono applicare tali aliquote ridotte anche senza soddisfare tale condizione.
Per le piccole imprese che hanno iniziato a versare l’IVA nel 2026, nonché per gli imprenditori che hanno perso il diritto di applicare il regime PSN (sistema di tassazione “a patente”), è stato previsto uno specifico periodo transitorio. Essi avranno diritto a detrarre l’IVA a monte sui beni acquistati quando erano ancora soggetti al regime precedente e, in alcuni casi, potranno non applicare l’IVA sugli acconti ricevuti prima del 2026.
Il Servizio Fiscale Federale avvia controlli preventivi sulla frammentazione delle imprese
Le autorità fiscali hanno avviato una campagna preventiva su larga scala per individuare segnali di frammentazione delle attività imprenditoriali finalizzata all’ottenimento di benefici fiscali ingiustificati.
Molti contribuenti stanno attualmente ricevendo avvisi o convocazioni presso gli ispettorati fiscali, anche nei casi in cui si tratti di imprenditori individuali di recente registrazione che non hanno ancora svolto alcuna attività effettiva.
I controlli preventivi vengono effettuati senza ispezioni in loco: il sistema analizza automaticamente indicatori formali quali l’interdipendenza tra soggetti economici (ad esempio attraverso legami familiari o rapporti lavorativi condivisi), l’utilizzo di risorse e marchi comuni e la mancanza di autonomia delle singole entità. Il Servizio Fiscale Federale utilizza dati provenienti dal sistema “VAT ASK”, dagli operatori di dati fiscali, dai registri dello stato civile e dai dati sui contratti di lavoro.
Il Servizio Fiscale Federale lancia SPOT: nuovo sistema di controllo per le importazioni dall’UEE
A partire da aprile 2026, il cosiddetto “Sistema di attesa della conferma delle merci” (SPOT) è operativo in modalità di test e riguarda tutti gli importatori e i vettori che trasportano merci su strada dai Paesi dell’UEE (Kazakistan, Bielorussia, Armenia, Kirghizistan). Il sistema entrerà pienamente in vigore il 1° giugno 2026. L’obiettivo di SPOT è ridurre le importazioni “grigie” e prevenire schemi in cui le merci vengono importate tramite importatori inattivi e successivamente vendute senza il pagamento delle imposte attraverso società che applicano regimi fiscali semplificati.
Due giorni di calendario prima dell’attraversamento della frontiera, l’importatore deve presentare al Servizio Fiscale Federale un “Documento sulla fornitura prevista” (DOPP) e versare un deposito cauzionale pari all’IVA e alle accise stimate. L’autorità fiscale verifica il documento e rilascia un codice QR, che viene trasmesso al vettore. In assenza del codice QR alla frontiera, lo sdoganamento non sarà consentito. Il sistema non si applica alle merci provenienti da Paesi non UEE, al petrolio, all’energia elettrica, alle merci per uso personale e ad alcune altre eccezioni.
A partire dal 1° giugno 2026, le importazioni senza DOPP e codice QR saranno vietate. È necessario presentare un DOPP separato per ciascuna spedizione, anche in caso di consegne parziali o merci difettose. È prevista l’introduzione di sanzioni amministrative per la mancata presentazione del DOPP nel Codice degli illeciti amministrativi. Il deposito cauzionale non è richiesto per i grandi contribuenti, i soggetti partecipanti al monitoraggio fiscale, gli operatori economici autorizzati (AEO), né per il transito o le importazioni nelle zone economiche speciali (SEZ).
Si consiglia alle imprese di iniziare sin da ora a testare la presentazione del DOPP tramite operatori specializzati nell’interscambio elettronico di dati (EDI). Dal 1° maggio la presentazione diventerà obbligatoria e, entro il 1° giugno, dovrà essere garantito che ogni spedizione dall’UEE sia accompagnata da un codice QR in possesso del vettore. Si raccomanda di rivedere le catene logistiche, aggiornare i contratti con controparti e vettori e integrare il deposito cauzionale nella pianificazione finanziaria.
Le autorità doganali iniziano ad applicare dazi maggiorati sulle merci provenienti da Paesi “ostili” importate tramite l’UEE
Le autorità doganali russe hanno iniziato ad applicare dazi maggiorati (dal 15% al 50%) su alcuni prodotti originari di Paesi “ostili”, anche quando tali merci sono acquistate e importate da Paesi dell’UEE. In precedenza, una lettera del Servizio Federale delle Dogane russo esentava tali merci dal pagamento di dazi maggiorati, avendo esse acquisito lo status di merci dell’UEE. Un nuovo chiarimento del Servizio Federale delle Dogane russo ha tuttavia di fatto revocato tale forma di esenzione.
A tal riguardo, si segnala che recenti disposizioni speciali russe hanno aumentato i dazi doganali su una serie di prodotti originari di Paesi “ostili”, con aliquote comprese tra il 15% e il 50% (a seconda della categoria di prodotto), fino alla fine del 2027.
Sono a rischio di applicazione di dazi maggiorati cosmetici, abbigliamento, profumeria, alcolici e altri beni di consumo quotidiano importati tramite l’UEE. Ad esempio, per i profumi francesi il dazio base è pari al 6,5%, mentre l’aliquota maggiorata è del 20%; per i rossetti l’aliquota è del 35% anziché del 6,5%.
Tali addebiti aggiuntivi risultano in contrasto con i principi fondamentali dell’Unione, secondo cui il dazio è corrisposto una sola volta al momento dell’importazione per l’immissione in consumo.
Sebbene in alcuni casi le imprese siano riuscite a ottenere il rimborso dei dazi doganali aggiuntivi attraverso i tribunali, la giurisprudenza permane disomogenea, alimentando un clima di crescente insicurezza sul piano giuridico.
In un contesto in cui le autorità doganali agiscono per contrastare gli schemi volti ad aggirare il regime contro-sanzionatorio, risultano tuttavia colpite anche quelle imprese che da anni operano legittimamente attraverso hub di importazione nei Paesi dell’UEE.
In questo contesto di incertezza, alcune imprese stanno riesaminando la propria gamma di prodotti o rivedendo le proprie catene logistiche di importazione.
1 Legge federale n. 57-FZ del 29 aprile 2008 “Sulla procedura per gli investimenti esteri nelle società di importanza strategica per la difesa nazionale e la sicurezza dello Stato”.
2 Legge federale del 25 aprile 2026 n. 104-FZ “Sulle modifiche alla parte seconda del Codice tributario della Federazione Russa”.
