02.09.2026
Allentamento del quadro restrittivo per i depositi bancari detenuti da creditori non residenti associati ai Paesi c.d. “ostili”
In data 4 agosto 2026, il Presidente della Federazione Russa ha firmato il Decreto n. 550, che introduce alcune modifiche al Decreto Presidenziale n. 95 del 5 marzo 2022 “Sulla procedura temporanea per l’adempimento degli obblighi verso determinati creditori stranieri”.
Le modifiche attenuano le restrizioni previste dal Decreto Presidenziale n. 95, che nel mese di giugno erano state estese ai depositi bancari sulla base del Decreto Presidenziale n. 377 del 1° giugno 2026.
In particolare, il citato Decreto n. 377 aveva esteso alle obbligazioni derivanti dai contratti di deposito bancario il regime speciale introdotto dal Decreto n. 95 per l’adempimento delle obbligazioni dei debitori russi verso i creditori non residenti associati ai c.d. Paesi “ostili”, da effettuarsi – in conformità al citato regime speciale – tramite conti speciali vincolati di tipo “C”, qualora di importo superiore ai 10 milioni di rubli mensili, fatto salvo il rilascio di una specifica autorizzazione da parte della Commissione governativa per il controllo degli investimenti esteri.
Con il Decreto n. 550, il Decreto n. 95 è stato integrato con un nuovo comma 12¹, in base al quale la procedura speciale per l’adempimento degli obblighi derivanti dai contratti di deposito non si applica ai depositi bancari detenuti dalle persone fisiche, nonché da filiali, uffici di rappresentanza e altre sedi secondarie di organizzazioni registrate nella Federazione Russa.
Inoltre, il Decreto n. 550 consente alle suddette persone fisiche e giuridiche di ricevere in rubli i fondi precedentemente accreditati sui conti di tipo “C” tra il 1° giugno e il 4 agosto 2026 (data di entrata in vigore del Decreto).
Amministrazione temporanea delle infrastrutture critiche: novità introdotte dal Decreto n. 604
In data 24 agosto 2026, il Presidente della Federazione Russa ha firmato il Decreto n. 604 “Sulle misure per garantire la sicurezza degli impianti di infrastruttura critica della Federazione Russa”.
Il provvedimento consente il passaggio al regime di amministrazione temporanea per gli impianti i cui proprietari non abbiano adottato (o abbiano adottato tardivamente) adeguate misure per garantirne la sicurezza, oppure abbiano violato le norme di sicurezza, o creato una minaccia per la sicurezza o il normale funzionamento dell’impianto (ivi inclusi i casi in cui le misure di contrasto agli attacchi di droni siano risultate inefficaci), oppure non abbiano ripristinato (o abbiano ripristinato tardivamente) il funzionamento dello stesso impianto.
La decisione in merito all’amministrazione temporanea viene adottata dal Governo della Federazione Russa sulla base di un ordine del Presidente e comporta di norma il trasferimento del controllo dell’infrastruttura all’Agenzia Federale per la Gestione del Demanio Statale (Rosimushchestvo).
Le misure possono riguardare non solo una singola infrastruttura, ma anche la totalità o parte del patrimonio di un’impresa russa, le partecipazioni di quest’ultima in persone giuridiche russe e i diritti patrimoniali.
Si rammenta che il regime di amministrazione temporanea non trasferisce allo Stato la proprietà dell’infrastruttura, bensì la relativa gestione, atteso che l’amministratore non è autorizzato a disporre dei beni amministrati e che le relative spese vengono finanziate con i proventi derivanti dalla loro gestione.
L’ elenco degli impianti citati nel Decreto è aperto (vi sono compresi gli impianti dei settori energia, petrolchimica, industria, comunicazioni, trasporti, logistica, gli impianti di importanza critica e potenzialmente pericolosi, nonché altri impianti di particolare rilevanza per garantire la sicurezza e la stabilità economica della Federazione Russa), il che determina un potenziale campo applicativo alquanto ampio.
Orientamenti giurisprudenziali della Corte Suprema Russa sull’applicazione delle contromisure sanzionatorie
La Corte Suprema della Federazione Russa ha pubblicato in data 17 giugno 2026 la Rassegna n. 8/2026, che fornisce indicazioni vincolanti per i tribunali commerciali sull’applicazione delle misure economiche speciali (contro-sanzioni russe).
Il documento, approvato dal Presidium della Corte, fornisce un’interpretazione rigorosa e sostanzialistica della legge: i tribunali sono chiamati ad andare oltre la struttura formale delle operazioni, dichiarando nulli tutti gli schemi artificiosi volti ad aggirare i divieti – dal frazionamento dei pagamenti per eludere i limiti valutari, alle operazioni di cessione del credito a soggetti terzi, fino alle compravendite immobiliari a favore delle controparti provenienti dai c.d. Paesi “ostili”.
Viene inoltre ribadito il divieto di applicare leggi straniere o di riconoscere sentenze estere contrarie all’ordine pubblico russo, con un rafforzamento della giurisdizione esclusiva dei tribunali russi, i quali sono autorizzati ad emettere ingiunzioni per impedire alle parti di adire fori esteri.
Per quanto riguarda i titolari di diritti di proprietà intellettuale provenienti dai c.d. Paesi “ostili”, la Rassegna prevede che il regime speciale di pagamento tramite conti tipo “О” possa essere derogato solo a condizione che questi dimostrino di operare effettivamente in Russia e di adempiere regolarmente ai propri obblighi contrattuali, configurando pertanto un’eccezione circoscritta e subordinata a rigorose condizioni probatorie.
La Rassegna chiarisce inoltre che, per quanto riguarda gli intermediari finanziari, le sanzioni internazionali (estere) possono costituire causa di forza maggiore solo in presenza di ostacoli oggettivamente insormontabili ed esterni alla sfera di controllo dell’operatore (come, ad esempio, il blocco di un bonifico da parte di una banca corrispondente estera), e sempre che l’intermediario dimostri di non aver potuto ragionevolmente prevedere o evitare l’impedimento. Al contrario, le contromisure russe (come i divieti di pagamento verso i soggetti provenienti dai Paesi “ostili”) non integrano forza maggiore per gli operatori russi, trattandosi di norme interne che essi sono tenuti a conoscere e rispettare.
Meccanismo giudiziale di annullamento delle opzioni di riacquisto di partecipazioni per gli investitori esteri provenienti dai Paesi “ostili”
In data 4 agosto 2026, sono entrati formalmente in vigore i principali emendamenti alla Legge “Sugli investimenti esteri”, che concedono ai titolari di imprese russe e alle autorità governative il diritto di adire un tribunale per ottenere l’annullamento delle opzioni di riacquisto di partecipazioni concesse agli investitori esteri che avevano dismesso attività russe dopo il 22 febbraio 2022. Il meccanismo si applica agli investitori provenienti dai c.d. Paesi “ostili”, nonché alle persone e alle società russe da questi controllate.
I presupposti per presentare l’istanza di annullamento includono il sostegno ad azioni “non amichevoli”, il finanziamento di attività terroristiche o estremistiche, la cessazione delle operazioni in Russia e l’inadeguato adempimento degli obblighi contrattuali.
Costituiscono altresì presupposti per l’annullamento lo scostamento del prezzo di riacquisto dal valore di mercato in misura superiore al 25%, oppure la prova del fatto che l’acquirente russo abbia dovuto effettuare investimenti aggiuntivi senza i quali l’attività sarebbe stata sospesa o significativamente ridotta.
Le istanze di annullamento possono essere presentate al Tribunale Arbitrale della Regione di Mosca.
La Banca di Russia riduce il tasso ufficiale di sconto
Nella riunione del 24 luglio 2026, la Banca di Russia ha proseguito il ciclo di allentamento monetario, riducendo il tasso di riferimento di 25 punti base al 14% annuo. Questa decisione segna il decimo taglio consecutivo ed è stata adottata nonostante le aspettative della maggior parte degli analisti, che prevedevano un mantenimento al 14,25%. Il regolatore ha rilevato una crescita economica moderata nel secondo trimestre del 2026, collocando il tasso ufficiale di inflazione stimato in un intervallo tra il 4 e il 5%. La prossima riunione è fissata per l’11 settembre 2026.
Approvata la Legge sulla regolamentazione delle valute digitali
La Legge “Sulle valute digitali e sui diritti digitali”, promulgata il 4 agosto 2026, crea una base giuridica per la circolazione legale delle criptovalute in Russia.
In particolare, la Legge autorizza espressamente l’utilizzo delle criptovalute nei contratti di commercio con l’estero stipulati con soggetti non residenti per il pagamento di beni, opere e servizi (mentre rimane in vigore il divieto di analogo utilizzo per i pagamenti interni).
La Legge introduce una categoria chiaramente definita di operatori del mercato autorizzati: la circolazione delle valute digitali sarà consentita esclusivamente tramite intermediari specializzati, mentre la contabilità e la custodia verranno affidate a depositari digitali.
La Legge entra in vigore il 1° settembre 2026, mentre l’obbligo di operare tramite intermediari autorizzati decorre dal 1° luglio 2027.
Requisiti reddituali più rigorosi per i lavoratori stranieri
Il Presidente della Federazione Russa ha firmato un provvedimento di modifica alla Legge Federale n. 115-FZ del 25 luglio 2002 “Sullo status giuridico dei cittadini stranieri nella Federazione Russa” che consente alle autorità di revocare le patenti o i permessi di lavoro ai cittadini stranieri che non dispongano di un sufficiente livello di reddito.
Sulla base delle nuove norme, in mancanza dei requisiti minimi di reddito, le patenti verranno annullate e il cittadino straniero (insieme ai propri figli minori) sarà tenuto a lasciare la Russia entro 15 giorni, a meno che non disponga di altri titoli validi per il soggiorno.
Per quanto riguarda i permessi di lavoro rilasciati agli specialisti altamente qualificati (HQS), a decorrere dal 1° marzo 2027, il reddito minimo aumenterà – nella maggior parte dei casi – di quasi tre volte rispetto all’attuale livello di 250.000 rubli mensili e ammonterà a:
- 358.500 rubli al mese – per insegnanti, operatori sanitari, ricercatori, residenti di zone economiche speciali e altre categorie di cittadini stranieri di cui al paragrafo 1 dell’articolo 13.2 della Legge Federale n. 115-FZ del 25 luglio 2002;
- 717.000 rubli al mese – per le altre categorie di HQS.
La Russia modifica i criteri per la determinazione dei Paesi che garantiscono un’adeguata protezione dei dati personali
Il 26 luglio 2026 è entrata in vigore la Legge Federale n. 265-FZ del 26 luglio 2026, che modifica la procedura per la compilazione dell’elenco dei Paesi che garantiscono un’adeguata protezione dei dati personali. In precedenza, l’elenco includeva gli Stati membri della Convenzione del Consiglio d’Europa n. 108, mentre ora il fattore determinante sarà invece la conformità del quadro giuridico e delle misure effettivamente adottate da un Paese alle disposizioni della Convenzione, come valutato da Roskomnadzor.
Si ricorda che per i Paesi non inclusi nell’elenco si applica una procedura di trasferimento transfrontaliero più rigorosa, che prevede la possibilità di effettuare il trasferimento dei dati solo dopo il completamento da parte di Roskomnadzor dell’esame della relativa notifica, ovvero dopo la scadenza del termine previsto per tale revisione.
L’elenco attuale (risalente al 2022 e comprendente 89 Paesi) verrà inoltre rivisto: Roskomnadzor ha già pubblicato una bozza dell’elenco aggiornato, dalla quale è stata esclusa l’Ucraina.
L’elenco non è stato ancora approvato definitivamente e non si esclude che possano essere successivamente rimossi dall’elenco anche i Paesi “ostili” come il Regno Unito, la Svizzera e gli Stati membri dell’Unione Europea.
